Il meglio di Malescorto

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Le immagini della montagna
Domenica 23 ottobre  
Castello Visconteo, ore 17,00
IL MEGLIO DI MALESCORTO 
DAISY CUTTER di E. Garcia - R. Salazar,  6’ Spagna
Premio cortometraggio libero animazione
La storia di una bambina di dieci anni che vive l’ingiustizia della guerra. Zaira raccoglie tutti i giorni margherite per un amico che non c’è più: per non dimenticarlo, per non perderlo... Contrappone ad una bomba micidiale (la ‘Daisy cutter’ del titolo) la dolcezza di una bimba che sembra non appartenere a questo mondo, in un’animazione dalla tecnica raffinata
MONDO FANTASTICO di Anna Torrazza, 3’ Italia
Premio ecologico scuole
Animali fantastici inventati dai bambini che permette loro di esprimersi in modo creativo e fantasioso.
MARE SENZA RIVA di Maurizio Marzolla, 8’ Italia
Premio ecologico documentario
La storia dell’amore di un uomo per il mare. La devastazione ambientale lascia sul territorio macerie e distruzione. Lo stesso avviene nel mondo sottomarino, dove lo sguardo dell'uomo non arriva. Il lavoro consente di riflettere sul delicato equilibrio di questo ambiente e di quanto sia importante tutelarlo.
VIA BELLANI 3 MILANO di Mariapia Angelini, 4’ Italia
Premio ecologico animazione
Una storia che racconta l’abbattimento di un piccolo bosco a Milano. Narrazione, dal tratto incisivo, di una storia di ordinario oltraggio alla natura.
REGENERATION di Aurelio Buchwalder, 16’ Svizzera
Premio documentazione territorio
Un ritratto sull’artigiano del legno Vincent Hilton di Trontano. Il suo amore per il legno, il rispetto per gli antenati e per le generazioni a venire. Racconta con semplicità unita a grande sincerità la passione ed il rispetto di un uomo per le cose vere.
UNIFORMADAS di Irene Zoe Alameda, 18’ Spagna
Premio libero finzione
“Uniformità” racconta la storia una bambina di 8 anni che è colpita ogni giorno da diversi messaggi sia uniformi e sia contraddittori. Con qualità tecnica impeccabile e recitazione sorprendente della piccola protagonista, si affronta un argomento delicato con ironica leggerezza, ma, al tempo stesso, con estrema pregnanza tematica, coerenza stilistica e abilità narrativa.
DEU CI SIA di Gianluigi Tarditi, 15’ Italia
Finalista libero finzione
La figura della “Femina agabbadora” in Sardegna. Questa donna si occupava delle nascite, di curare i malati e, quando necessario, di abbreviare le sofferenze ai moribondi.
AMARE LE ACQUE E CHIAMARLE PER NOME di Marco Tessaro, 30’ Italia
Finalista documentazione territorio
La rivoluzione industriale modifica il rapporto tra l’uomo e le acque.
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