Le immagini della montagna
TrentoFilmfestival 2011
Venerdì 28 ottobre
Castello visconteo, ore 21,00
PAROLE, VALORI E COLORI
di Andrea Gris, 9', ITALIA, 2011
In questo cortometraggio lo spettatore viene proiettato in un viaggio mentale, rilassante e colorato; un omaggio alle Dolomiti tra le parole di Erri De Luca e Mauro Corona e gli scatti di due attenti fotografi.
CHIAFURA
di Micol Cossali e Valentina Miorandi, 3'16'', ITALIA 2011
Circa seimila persone hanno abitato le grotte di Chiafura, in provincia di Ragusa, fino al 1959, anno della costruzione delle case popolari. Un passato che sembra lontano, ma le “cento bocche” scavate nella montagna e la memoria delle persone ne testimoniano la prossimità. Le grotte di Chiafura ora sono abitate dal vento. Alcune voci senza volto sono eco della vita passata: la vita nelle grotte, il trasferimento forzato nelle case popolari alla fine degli anni ’50 e la difficoltà di adattarsi ad una nuova esistenza.
IL CAPO
di Yuri Ancarani, 15', ITALIA 2010
Monte Bettogli, Carrara: nelle cave di marmo uomini e macchine scavano la montagna. Il Capo controlla, coordina e conduce cavatori e mezzi pesanti utilizzando un linguaggio fatto solo di gesti e di segni. Nel bianco accecante del marmo sospeso su di un orizzonte senza fine, la sua pelle bruciata dal sole materializza una presenza terribile e primordiale. Dirigendo la sua orchestra pericolosa e sublime, affacciata sugli strapiombi e i picchi delle Apuane, il Capo agisce in un rumore assoluto, che si fa paradossale silenzio.
IN TEL FADE
di Elisa Mereghetti e Marco Mensa, 47', ITALIA 2010
Il monte Ventasso, per chi vive alle sue pendici, è in tel fade (“là dove vivono le fate”). Dalla sua cima, le presenze eteree di un remoto culto ancestrale proteggono chi vive attaccato alla montagna. Il documentario è un viaggio attraverso i luoghi, la magia e la memoria dell’Appennino Reggiano: il Lago Calamone immerso nelle nebbie autunnali, la piazza deserta di Nismozza sotto le abbondanti nevicate di fine inverno, i ricordi di guerra e resistenza, la tradizione del Maggio, le storie scolpite nelle pietre, il suono del vento sul crinale del Cusna. Un percorso libero e senza schemi alla ricerca dell’anima dei luoghi, accompagnato da voci diverse perché mille sono le interpretazioni e i punti di vista su un territorio.



