La memoria della montagna
Sabato 15 ottobre
Castello visconteo, ore 17,00
Pestarena 1961
La chiusura dell’ultima miniera d’oro nelle Alpi
L’esplosione che uccide quattro minatori il 13 febbraio 1961 è occasione da parte del’azienda per la chiusura definitiva dell’impianto aurifero di Pestarena. L’evento rappresenta la fine di un’epoca e la conclusione di un ciclo storico di utilizzo delle risorse delle Alpi. Nel 1884 tutte le miniere aurifere ossolane vennero acquistate dalla ditta inglese The Pestarena Gold Mining che le lavorò per circa un ventennio; il complesso era ritenuto il più vasto d'Europa.
L’esodo dei capitali inglesi e, dopo un periodo di proprietà privata italiana (
Pochi decenni dopo tuttavia, gli anni ’60 del Novecento videro i grandi cambiamenti sociali che trasformarono l’Italia da paese contadino a nazione industriale. Le Alpi stavano perdendo definitivamente il loro uso sociale produttivo (l’agricoltura e l’allevamento, le miniere) per assumerne uno completamente nuovo: quello ricreativo del turismo. Le miniere vennero considerati “rami secchi” da potare; gli stabilimenti minerari alpini erano residui del passato da smantellare.
La chiusura dell’ultima miniera d’oro sulle Alpi passò tutto sommato inosservata nell’opinione pubblica di un’Italia concentrata sulle grandi industrie di pianura e indifferente ai problemi della montagna.
Un prezioso filmato, rare immagini d’epoca e la testimonianza dei protagonisti raccontano le Alpi che non ci sono più. Il dovere della memoria impone di non dimenticare.
Evento in collaborazione con l’associazione “I figli della miniera” (Macugnaga – Pestarena)



